Comunicazione Efficace

Comunicazione Efficace

Comunicazione Efficace

Ora ti vorrei presentare una semplice tecnica per aiutarti a comunicare meglio quando qualche d’uno, un tuo familiare, un tuo conoscente,  un tuo collega o superiore, fa nascere in te un problema che vorresti risolvere, però non sai proprio come fare a dirglielo, per paura che non capisca, anzi, per paura che ciò fomenti astio e rabbia. Questa tecnica è stata molto utilizzata nel training di insegnanti nel relazionarsi con alunni “difficili” e per facilitare la comunicazione tra genitori e figli. Cercherò di sintetizzare la tecnica in una serie di consigli.

Primo consiglio: mai parlare in generico ma focalizza una specifica situazione. Uno degli errori più frequenti è quello di stare molto sul generico, questo porta l’interlocutore a non capire bene di che cosa si stia parlando e a vivere l’osservazione come una critica rivolta a lui come persona, piuttosto che al suo operato.

Secondo consiglio: rifletti su come ti ha fatto stare quella situazione, identifica lo stato d’animo che hai provato. Questo è il passaggio più difficile in quanto è necessario ripiegare introspettivamente dentro di sé. Spesso, quando stiamo male, siamo abituati a focalizzarci sull’altro, sulle colpe commesse dal nostro interlocutore. Questo atteggiamento accusatorio rischia di essere percepito in modo minaccioso e di mettere l’altro sulla difensiva. Invece se io sono il primo ad espormi, anche l’altro sarà più disponibile ad abbassare la guardia, aprendo così la strada al dialogo. Quindi sposta la prospettiva dal “Tu hai fatto” al “Io mi sento”. Un’ultima precisazione, quando individuiamo la rabbia come nostro sentimento, mettiamoci in guardia, in realtà dobbiamo andare più in profondità dentro di noi perché la rabbia è sempre un’emozione secondaria. Pensaci bene: cosa provoca la rabbia? Vedi frustrato un tuo desiderio? Stai male per l’offesa?

Terzo consiglio: identifica che cosa, della situazione, ti ha creato il problema.

Ora proviamo a mettere in fila tutti e tre i consigli: descrivi una situazione specifica, descrivi come sei stato in quel momento e che cosa ti ha fatto stare così male, poi fermati, non partire con le accuse ma lascia che sia l’altro a dire la sua. Spesso questo atteggiamento porta a un dialogo meno serrato e conflittuale e, nel caso ciò non funzionasse in un primo frangente, non perdere d’occhio l’obiettivo e non passare all’attacco (“Tu hai fatto…”) ma mantieni sempre toni dialogici, attieniti ai fatti e a quello che hai provato. Sembra facile a dirsi, ma non lo è affatto. Ricordati che ogni tecnica non è una semplice tecnica ma modifica inevitabilmente il tuo modo di essere, per cui se la trovi interessante, accoglila e lasciati pervadere da questo nuovo atteggiamento verso le relazioni interpersonali.

Thomas Gordon, Genitori efficaci: Educare figli responsabili.