Una pratica per “quietare” la mente

Una pratica per “quietare” la mente

Una pratica per “quietare” la mente

 «Se non abbiamo pace e gioia adesso, quando le avremo? Forse domani, o dopo domani? E che cosa ci impedisce di essere felici in questo preciso momento?».

Rob Nairn

 

Presentazione

La pratica che illustrerò di seguito è qualcosa di più che un semplice esercizio di rilassamento, è un’occasione per prendere contatto con sé stessi nel momento presente, ascoltando il proprio corpo e le proprie sensazioni.

È una modalità, inoltre, che se esercitata con costanza, aiuta a fermare il lavorio mentale delle preoccupazioni quotidiane.

Come afferma Gioacchino Pagliaro, infatti «la meditazione è un addestramento alla presenza mentale che attraverso l’acquietamento della mente e un livello più profondo di consapevolezza, agisce sul piano fisico, energetico, mentale e spirituale contribuendo alla guarigione e al benessere».

Questa pratica è stata elaborata all’interno di un filone di studi che mira ad integrare la saggezza millenaria della medicina orientale con la tecnicità pratica tipica dalla medicina occidentale.

In specifico, la pratica che descriverò tra poco deriva, innanzitutto, dagli insegnamenti di Gioacchino Pagliaro, ma anche dall’elaborazione di alcune tecniche messe a punto da Elisa Faretta, Piero Parietti e altri colleghi e maestri, tra i maggiori esponenti italiani di mindfulness.

La pratica

Scegli un ambiente tranquillo e preferibilmente arieggiato (puoi aprire per qualche minuto una finestra prima di iniziare ad eseguire gli esercizi). Spegni il telefonino, questo è un tempo importante che dedichi a te stessa/o per gestire tensioni e stare bene.

Siediti su una sedia, con la schiena diritta, come se fossi tirato in alto da un filo immaginario, e senza appoggiarti sullo schienale con le piante dei piedi ben appoggiate a terra.

Quando hai trovato la posizione in cui ti senti comodo, chiudi gli occhi, appoggia i palmi delle mani sulle cosce (non sulle ginocchia) e orienta la tua mente sul mondo esterno relativo al luogo dove ora ti trovi. Un ambiente fatto da stimoli, voci, rumori o altro. Stimoli sui quali non puoi in alcun modo influire, mentre puoi divertirti a individuarli, riconoscerli, lasciarli cadere.

Gradualmente la tua attenzione si orienta sempre di più sullo spazio di “confine” tra ambiente esterno e corpo, ascoltando le sensazioni che derivano dal contatto della pelle con l’aria, dei piedi con il pavimento, dal tuo corpo sostenuto e accolto dalla superficie d’appoggio, dagli odori. Mentre ora, gradualmente, senza forzare il passaggio, focalizza l’attenzione sempre di più sul tuo corpo, sulle sensazioni che invia il tuo corpo, dal tuo corpo che respira, il tuo corpo che sa come respirare. Ed è proprio sul respiro, sul tuo respiro, che dirigi la tua consapevolezza.

A questo punto, con tutto il corpo in una situazione di rilassamento, dovrai mantenere l’attenzione sul respiro per alcuni minuti, ascoltando la sensazione dell’aria che entra ed esce dalle narici. Con la pratica potrai aumentare progressivamente il tempo di questa fase.

Ricorda che è assolutamente normale essere distratti da pensieri e sensazioni che distolgono l’attenzione dal respiro. Ogni volta che ciò accade dai un nome/un titolo a questo pensiero/sensazione, quindi fallo semplicemente scivolare via riportando l’attenzione sul respiro. È molto importante non avere un atteggiamento giudicante verso te stessa/o, semplicemente limitati a riportare l’attenzione sul respiro.

Conclusa anche questa fase, a ritroso, poni l’attenzione sulle sensazioni del tuo corpo, cerca di ricostruire la tua posizione nello spazio e poi prendi consapevolezza dell’ambiente esterno che ti circonda. Infine apri gli occhi e alzati lentamente, senza fetta, godendoti ogni singolo istante di benessere che scaturisce dalla pratica meditativa. Associa a questa sensazione di benessere un profondo senso di gratitudine, di gioia per quello che hai fatto per te stesso, per la tua salute, per stare bene.

Consigli

 Scegli a tua discrezione il tempo e la frequenza con cui praticare questi esercizi. Ricorda comunque che diversi studi controllati dimostrano l’efficacia della mindfulness se portata avanti con costanza, per un tempo di dieci-quindici minuti/due volte al giorno. Infatti, come dice Pagliaro: «così come è necessario assumere regolarmente le medicine prescritte dal medico, così è necessario mantenere una pratica meditativa costante». I primi effetti non tarderanno a farsi sentire dopo poche settimane.

Per ogni ulteriore chiarimento e approfondimento è necessario contattare un professionista esperto di pratiche mente-corpo.

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Bibliografia consigliata

“Il respiro della felicità” Sharon Salzberg