DISABILITA’ E AUTISMO

«Si, io lo posso ben dire: la disabilità è una sfiga! Ma è anche una questione di consonanti: basta cambiarne una…per far diventare sfida una sfiga! E le sfide rendono avvincenti la vita!». Claudio Imprudente

L’ingresso di una persona disabile all’interno di un qualsiasi contesto di vita (familiare, scolastico, sociale e lavorativo che sia) è uno sconvolgimento.

Ciò che ci sconvolge della disabilità è innanzitutto la nostra inadeguatezza: non sappiamo di che cosa si tratti, quindi non sappiamo cosa dire, cosa fare, come comportarci. Ribaltando la situazione, si potrebbe dire che quando ci troviamo di fronte a una persona portatrice di bisogni speciali, i disabili siamo noi: per tale motivo ci viene naturale difenderci, negandola, rifiutandola, proiettando sull’altro la nostra incapacità.

La disabilità, però, rappresenta un’importante sfida per la nostra società. Una società civile e inclusiva è una società progredita, in grado di produrre ricchezza dall’incontro delle differenze, piuttosto che innalzare barricate.

Facciamo un esempio: nelle stazioni dei treni, la presenza di ascensori e scale mobili non solo favorisce l’accessibilità alle persone con disabilità, ma anche alle mamme con bambini piccoli, agli anziani con bagagli pesanti, alle persone con ingessature o problemi cardiocircolatori.

Al di là delle barriere architettoniche, molto meno evidenti ma altrettanto importanti da affrontare sono i pregiudizi, vere e proprie barriere psicologiche nel rapporto con l’altro. La visione del film “Rain man” di Barry Levinson, evidenzia come una società che non riesce a capire (che pre-giudica) mette ai margini persone dotate di capacità straordinarie.

Intervenire sulle disabilità e sull’autismo, però, su può. Le scienze psicologiche e pedagogiche, valorizzando il modo di costruire l’esperienza di queste persone, hanno messo a punto metodologie d’intervento che favoriscono l’inclusione sociale e lavorativa, in contesti protetti e non.

Non sottovalutiamo il valore dell’inclusione delle differenze, perché il futuro, inevitabilmente, ci porterà a doverci confrontare con tale questione, a tutti i livelli. E una società che non omologa ma che è sensibile alle differenze individuali, è una società più a misura di tutti.

Per cui leggere questo problema alla luce delle opportunità che può offrire è una delle strade possibili per pensare a un mondo migliore.

 

Bibliografia consigliata

Imprudente Claudio (2003). Una vita imprudente: Percorsi di un diversabile in un contesto di fiducia. Trento: Erickson.

Temple Grandin (2006). Pensare in immagini. E altre testimonianze della mia vita di autistica. Trento: Erickson.

Rain Man. L’uomo della pioggia (1988). Un film di Barry Levinson con Dustin Hoffman, Tom Cruise, Valeria Golino.