Una bussola per l’orientamento

Una bussola per l’orientamento

Una bussola per l’orientamento

Tempo fa una persona si è presentata nel mio studio descrivendo così le motivazioni che l’hanno portata da me: “Ho perso il lavoro da due anni, sono disoccupato e non sto facendo niente per trovarne uno nuovo. Mi sento come se fossi su una zattera in mezzo all’oceano, senza bussola, navigando a vista”.

Con la recente crisi economica che ha colpito il sistema produttivo e finanziario occidentale a risentirne principalmente sono stati i lavoratori e i numeri lo confermano: il tasso di disoccupazione in Emilia-Romagna è passato dal 2,9% nel 2007 al 8,5% nel 2013.

Quando si parla di giovani i dati sono ancora più allarmanti: il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è triplicato, passando dall’11,1% del 2008 al 33,3% del 2013. Sono 112 mila in Emilia-Romagna i NEET (Not in Education, Employment or Training) ovvero i giovani inattivi, non più inseriti in un percorso scolastico/formativo e neppure impegnati in un’attività professionale. Questi giovani non studiano, non lavorano e sembrano rassegnati alla loro condizione. A seguito della prolungata assenza dal mercato del lavoro o dal sistema formativo, questi giovani rischiano maggiormente di rimanere intrappolati tra marginalità e povertà, di non acquisire le necessarie competenze per un successivo inserimento professionale.

A fronte di ciò cosa si può fare? Se da un lato è necessario investire nelle infrastrutture per la ripresa economica e per la creazione di posti di lavoro, dall’altro è necessario un cambiamento di paradigma culturale: se la montagna non va a Maometto, allora Maometto va alla montagna.

Cosa significa? Il mercato del lavoro ha subito trasformazioni irreversibili, pertanto cercare lavoro è diventato più complesso, la strategia, quella di mandare curriculum “a pioggia” aspettando serenamente una risposta, non funziona più e a lungo andare crea sfiducia in sé stessi e nel mercato del lavoro. Al giorno d’oggi il lavoratore deve essere protagonista attivo della propria carriera professionale e per fare ciò ha bisogno di strumenti culturali nuovi.

Come sempre più spesso si dice, cercare un lavoro è un lavoro che richiede metodo e strategia. Bisogna innanzitutto costruirsi pazientemente un’identità professionale, sapere sviluppare i propri sogni in progetti realizzabili e quindi sapere programmare, pianificare, agire e valutare. Cercare un lavoro significa anche sapere scrivere un curriculum, sapere dove e come inviarlo e affrontare un colloquio di selezione.

A ragion di ciò i Paesi europei che hanno sviluppato percorsi di apprendistato, servizi di orientamento efficaci e formazione imprenditoriale, ovvero sistemi per facilitare la transizione scuola-lavoro, hanno i tassi di disoccupazione giovanile più bassi.

In linea con questa strategia europea virtuosa, nell’anno scolastico 2013-14, l’Istituto Professionale Statale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Pellegrino Artusi” di Riolo Terme ha sviluppato un progetto di orientamento e placement rivolto a tutti gli studenti delle classi quinte, al fine di facilitare il loro inserimento nel mercato del lavoro. Tale progetto ha previsto il coinvolgimento degli insegnanti, dei servizi per l’impiego, delle agenzie per il lavoro e di alcuni psicologi appartenenti all’APS Psicologi per il territorio.

Anche nella nostra Regione, dal 1° maggio ha preso il via la Garanzia giovani, il progetto dell’Unione europea che intende assicurare ai ragazzi e alle ragazze tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano nuove opportunità per acquisire competenze ed entrare nel mercato del lavoro.

I servizi e le opportunità che la Regione mette a disposizione dei giovani che decideranno di aderire al progetto sono colloqui di orientamento, reinserimento in un percorso formativo, tirocinio, sostegno all’inserimento lavorativo in particolare attraverso un contratto di apprendistato, mobilità professionale in Italia e in Europa, servizio civile, accompagnamento all’avvio di un attività autonoma e imprenditoriale, bonus occupazionale. 

In conclusione è necessario uscire dal loop mentale che ci fa sentire come spettatori passivi di una crisi economica. Piuttosto è necessario tenere l’impugnatura salda e iniziare a remare, con una buona bussola.

Claudio Borzatta